Matteo Montesi a Londra

Matteo Montesi a Londra

Matteo Montesi a Londra


Il problema di Londra è che non ci si annoia mai.

Ogni giorno in questa città è una scoperta nuova.
Un nuovo orizzonte, un nuovo progetto… Un nuovo incontro.
Una città inafferrabile, frenetica, sfuggente… e proprio per questo monotona.

Occorrono nuovi occhi.



Atterrato a Stansted, Matteo Montesi si è subito reso conto della gravità della situazione.

“Qui a Londra correne tutti, hanno fretta di entrare nella loro cassa da morto.”

Ricordo bene questa sua frase.

Mi chiedo però quante di queste persone, in realtà morte non siano già.

Londra è un bordello.

Insieme abbiamo parlato a lungo di questa bizzarra staffetta della morte verso la morte.

Tanto ne abbiamo discusso che le parole si sono trasformate presto in fatti, e così è nato il film THE STANDING MAN.

Purtroppo, la sua visione del mondo e la mia messe insieme non potevano fare altro che racchiudersi in un unico film sperimentale.

Purtroppo o per fortuna insomma, dipende ovviamente dai punti di vista.

Se ora facciamo partire un flashback, ricordo che dopo aver visto questo suo filmato, ho pensato un altro tipo di cinema fosse possibile:

Certo, si è a lungo parlato di “Cinema Realtà”, ma temo Matteo Montesi sia riuscito ad andare oltre ogni possibile forma cinematografica mai immaginata.

Matteo Montesi ha riportato la vita al cinema e il cinema alla vita.

Ma quale cinema? Questo è un semplice video!

Certo, qualcuno potrà muovermi questa obiezionaccia.

No.

Il vero cinema è nell’immediato.

Lontano dal cadavere imbellettato ri-scritto, re-citato e re-censito.

Lo diceva Carmelo Bene in una sua storica intervista sul cinema.

Matteo Montesi

Matteo Montesi al London Science Museum

Quindi? Cosa ci faceva Matteo Montesi a Londra?

Ricordo in quel periodo Matteo fosse realmente scomparso.

I suoi canali Youtube erano stati cancellati e di lui non c’era più traccia.

Decisi quindi di provare a contattarlo. Il resto venne da se.

Non era infatti mia intenzione creare un film con lui.

Volevo conoscere Matteo come persona.

Il film è venuto da se.

Matteo Montesi a Londra

Before I die I want to… (Prima di morire voglio…)


Matteo Montesi Film

The Standing Man ora disponibile in VOD

Scopri di più

Che fine ha fatto Matteo Montesi

“Che fine ha fatto Matteo Montesi?” è stata la domanda del concorso della scorsa newsletter. Molte sono state le risposte pervenute e ringraziamo tutti per la partecipazione! Dopo attenta e scrupolosa valutazione abbiamo deciso di premiare le seguenti, considerate a pari merito e quindi elencate in ordine casuale.

“Where has Matteo Montesi ended up?” That was the question we asked in last month’s newsletter competition, since then we had lots of amazing entries and would like to thank everybody for taking part. Here are the three winners and their winning entries:

Che fine ha fatto Matteo Montesi?

In realtà Matteo Montesi è allegoria dell’obiettivo umano: all’inizio si presenta davanti agli occhi del soggetto e poi rimane lì, in attesa che venga raggiunto. Ogni macchina che nasconde Matteo e i passanti che distraggono l’attenzione sono momenti dove l’obiettivo rischia di sfumare, ma poi riappare ed è ancora raggiungibile. Anche il tipo di ripresa ha significato: quando speri ancora di raggiungere l’obiettivo lo vedi confuso, lontano, irraggiungibile; ma ad un certo punto nella vita succede qualcosa, come sottolinea il cambio di stile, e dopo un’ultima distrazione, anche quando si vedeva bene, questo obiettivo è svanito, magari perché il soggetto ha cambiato idea e cerca qualcosa di diverso nella vita, oppure perché ha aspettato troppo e a furia di attendere l’occasione giusta per raggiungere l’obiettivo ormai è troppo tardi per realizzarlo.

Riccardo Davanzo


Matteo?

Matteo Montesi?
Matteo Montesi non esiste.
Lui è una proiezione dello spettatore, un’estensione di tutti noi.

È come guardarsi allo specchio: vediamo un uomo pensieroso che attende e più aspetta più diventa assente.

Siamo noi che diamo forma e riempiamo quello spazio vuoto inserendoci e materializzandoci Matteo.

In qualche modo, inconsciamente, dobbiamo giustificare il fatto che la camera rimanga ferma ad inquadrare la fermata dell’autobus vuota perchè noi non siamo più abituati a perderci nelle piccole cose, nel silenzio, a gustarci i piccoli dettagli quotidiani e ci inseriamo una figura umana.

Spaesata perchè non è ciò di cui ha bisogno e vorrebbe essere altrove?

La nostra vita, insomma. Quell’uomo ora solo, così cordiale, sincero e amorevole nella quotidianitá è ciò che vorremmo essere.

Davvero, come detto prima, alla fermata c’è uno specchio ideale.

Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Così come lo vediamo alla fermata ora sparisce e diviene un maiale che vola sopra Londra. Anche quello, purtroppo, una proiezione di noi stessi in numerose occasioni.

Luca Ienco


Dov’è finito Matteo Montesi?

Matteo è un uomo che ha deciso di tornare ad alzarsi dopo aver vissuto nella solitudine dell’attesa di qualcuno che lo portasse altrove. Oltre i suoi sbagli che lo hanno condannato. Oltre l’indifferenza della gente troppo presa dalla vita frenetica, in cui non si ha più il tempo nemmeno per ricordarsi di essere vivi non per proprio volere ma per dono divino. Matteo Montesi vuole essere rapito e portato altrove.

Oltre il menefreghismo di coloro a cui vorrebbe donare il suo tempo per sentirsi utile ed essere parte della vita altrui, ma gli altri restano passivi, seguono tutti lo stesso copione quotidiano di una apparente libertà.

Ma lui ora sa che c’è una via di uscita. Per questo Matteo dopo essere stato a lungo ritirato nel suo tempo di riflessioni, ad un certo punto si alza in piedi ed esce fuori, cammina per un po’.

Ad un certo punto si ferma in un luogo qualsiasi della città, inizia a guardarsi intorno, come se cercasse qualcosa o aspettasse qualcuno, ma in realtà si sente chiamato dalla propria coscienza, alza gli occhi al cielo e si rende conto di essere parte di qualcosa di più grande e importante, lo sente e ne diventa completamente consapevole, in tutto il suo essere.

Matteo si alzò in piedi dopo aver preso coscienza di essere un uomo vivo e soprattutto libero.

Non è lo schiavo che il sistema vuole farlo diventare, non è una macchina che risponde ai comandi di chi la guida perchè inanimata, priva di un cuore che batte e di un’anima cosciente capace di fare delle scelte.

Sa di essere un uomo vivo, libero di scegliere, capace di amare, sa di essere lui stesso la possibilità di cambiare vita, e nonostante tutto ciò che potrà accadergli sa di avere la volontà e la forza per affrontare qualsiasi situazione.

Matteo da giovane, rappresenta in realtà il ricordo dell’istante in cui ha fatto la sua scelta, quella di vivere profondamente oltre il sistema.

Matteo da giovane – l’uomo in piedi – è in realtà il ricordo di se stesso, è Matteo che, ormai anziano, ricorda l’istante in cui prese coscienza della sua vita sentendo battere il suo cuore oltre la confusione del via vai della gente e il rumore del traffico in strada.

Matteo Montesi è un uomo ancòra in piedi ma anziano, che rivede se stesso nel suo pensiero proprio nel momento della scelta più importante, e quando sparisce tra il passare degli autobus.

Si scopre che Matteo giovane è finito nel ricordo di Matteo anziano, il suo volto è felice e sereno, che guardando ancòra in alto, viene rapito dal suo ricordo, dalla voce della moglie, dei figli e dei nipoti, che lo chiamano per andare a sedersi con loro, per consumare il pranzo preparato dai suoi cari per festeggiare il suo settantesimo compleanno.

Matteo giovane sparisce perchè, in realtà, è il ricordo di Matteo anziano che ripensa a se stesso nel momento in cui ha fatto la sua scelta di vita andando oltre ciò che lo circondava, e vedendo ciò che non voleva diventare, uno schiavo del sistema materialistico che condanna l’uomo a essere una macchina del profitto anziché un essere umano fatto per amare ed essere amato.

Domenica Borghese


Our prize package

Che fine ha fatto Matteo Montesi?

Congratulazioni ai vincitori e un grazie speciale a tutti coloro che hanno partecipato al contest. Gli autori delle tre teorie selezionate saranno presto contattati per l’assegnazione della maglietta – in edizione ultra-limitata – realizzata su misura con la locandina di THE STANDING MAN e di un film in viaggio a sorpresa.

PS: Ci teniamo a ricordarvi che nessuna donazione a THE STANDING MAN è stata compromessa per la realizzazione di questo concorso.


matteo montesi telecamera

Il rosario e la telecamera di Matteo Montesi. Due oggetti che Matteo ha voluto lasciarci dopo la sua permanenza a Londra.
Poco dopo averlo salutato abbiamo trovato in aeroporto anche un terzo oggetto con scritto “Jesus Loves You” (Gesù ti ama).


Se questo contest ti è sfuggito, non preoccuparti.

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